Cibi di qualità, costo controllato. Col sottovuoto in cucina si può di : Greta Nicoletti

 Questo articolo è stato preso da :Italia a tavola.net
La tecnica di cottura-conservazione sottovuoto è un sistema innovativo applicato nei servizi di ristorazione commerciale per migliorare le caratteristiche igieniche, sensoriali e la conservabilità degli alimenti somministrati. È il sistema ideale per servire alimenti di qualità a costo controllato

Il sottovuoto rappresenta il sistema di cottura per eccellenza in molte cucine, perché comporta notevoli vantaggi sia nella fase di preparazione degli alimenti sia in quella di conservazione del prodotto. È una delle tecnologie alimentari che riduce al minimo il rischio di contaminazione microbica da parte dell’ambiente di lavoro e degli operatori, in più consente agli addetti ai lavori di utilizzare con una certa flessibilità le materie prime, permettendo l’impiego dello stesso ingrediente per diverse preparazioni. Tutto a vantaggio di organizzazione del lavoro e velocità di esecuzione.

Il sistema di cottura-conservazione sottovuoto è una tecnica innovativa applicata nei servizi di ristorazione commerciale per migliorare le caratteristiche igieniche, sensoriali e la conservabilità degli alimenti somministrati. Numerosi laboratori e cucine centralizzate producono alimenti sottovuoto distribuendoli ai ristoranti o alle unità periferiche, che si limitano poi ad assemblare, rigenerare e somministrare i piatti finiti ai consumatori.

In questo tipo di sistema, gli alimenti crudi e puliti vengono inseriti all’interno di un sacchetto plastico specifico dove permangono per tutte le fasi del processo (cottura, abbattimento rapido, conservazione, rinvenimento): non esiste alcun tipo di contaminazione crociata, il colore e il profumo sono eccellenti, il calo peso è molto contenuto, la gestione del processo è semplice.

La cottura sottovuoto migliora la conservabilità di qualsiasi alimento utilizzando il principio LTLT (Low Temperature Long Time=Bassa Temperatura Lungo Tempo) grazie all’impiego di forni trivalenti con controllo accurato del trasferimento di calore umido e dei parametri tempo-temperatura. Risultati interessanti, ma con maggior impegno e controllo visivo, si possono ottenere con il sistema a bagnomaria o con un forno a microonde se non si possiedono tecnologie avanzate.

È il sistema ideale per servire alimenti di qualità, a costo controllato, con basso impatto ambientale e manodopera ridotta: bisogna solamente scegliere prodotti freschi, organizzare il lavoro in cucina, stabilizzare i parametri di esercizio delle attrezzature.
L’uso di temperature più basse rispetto alla cucina tradizionale e il loro continuo monitoraggio rende inalterate le componenti organolettiche più sensibili, contribuendo ad amplificare i gusti e intensificare i colori degli alimenti.

Aspetto fondamentale di questa tecnica di cottura è legato alla conservabilità (shelf life) del prodotto: l’assenza di ossigeno, infatti, rallenta la proliferazione batterica e i fenomeni di ossidazione, prevenendo la formazione di odori sgradevoli e di stantio. È riscontrata inoltre una riduzione del calo del peso in fase di cottura del 15-20% grazie alla mancata evaporazione dell’acqua rispetto alla cottura tradizionale che invece produce un calo del 30-35%. Diverse sono le testimonianze da parte degli addetti ai lavori che grazie all’uso di questa tecnologia hanno riscontrato un risparmio di tempo, una riduzione degli scarti alimentari e un abbassamento notevole dei costi di produzione.
La shelf life dei piatti in legame sottovuoto dipende da diversi fattori. Per ogni alimento é necessario, infatti, rispettare la giusta temperatura di cottura, abbattimento e conservazione. I tempi di conservazione sono indicativi e dipendono dalle condizioni delle materie prime e dalle modalità di preparazione.

Si possono individuare tre tipologie di cottura sottovuoto. La cottura diretta: le materie prime selezionate a crudo vengono lavorate e condite con pochissimo sale e olio extravergine di oliva; è possibile comporre prodotti crudi con altri che hanno subito una cottura parziale; è opportuno condizionarli tutti in sottovuoto e poi cuocerli. La cottura indiretta: le materie prime selezionate vengono cotte parzialmente, poi abbattute a +3ºC al cuore e infine condizionate in sottovuoto; la cottura viene completata sino all’effetto desiderato in base al tipo e alla temperatura del prodotto. La cottura mista: le materie prime selezionate vengono cotte con metodi tradizionali, poi abbattute a +3ºC al cuore e infine confezionate in sottovuoto.

Consigli per l’uso del sottovuoto
Per ottenere risultati ottimali è necessario prestare la massima attenzione alle principali norme igieniche.

Quindi è opportuno:

  • utilizzare materie prime di qualità, in quanto il sottovuoto è una tecnica che esalta i pregi e i difetti dell’alimento;
  • verificare la temperatura e il livello igienico delle merci in arrivo;
  • stabilizzare le temperature degli alimenti stoccandoli nelle celle o armadi frigoriferi;
  • lavorare in maniera idonea le materie prime, osservando i principi riportati sul Manuale di gestione della sicurezza alimentare;
  • effettuare le lavorazioni in ambienti sanificati e con apposite temperature;
  • utilizzare sacchetti idonei per la conservazione o vaschette per alimenti, destinati ad essere trattati con atmosfere modificate;
  • dividere i prodotti destinati alla cottura e quelli da conservare, rispettando temperature idonee;
  • controllare la temperatura del prodotto attraverso la sonda con ago sottile e applicare il tampone sull’involucro esterno;
  • abbattere la temperatura dei prodotti cotti usando l’abbattitore o immergendo i sacchetti in acqua e ghiaccio;
  • conservare i prodotti con l’apposita etichetta (nome prodotto, data di produzione);
  • gli alimenti cotti e conservati freddi vanno serviti in un tempo stabilito (circa 30 minuti) dal momento in cui sono prelevati dalle celle frigorifere

 

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